In prima commissione il riordino della disciplina dei Garanti regionali

La commissione guidata da Filipponi (Pd) ha analizzato la proposta firmata da Sarah Bistocchi. Nella prossima seduta il via libera definitivo all’atto.
(29 settembre 2025) – La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Francesco Filipponi (Pd) ha votato il testo della proposta di legge ‘Figure di garanzia regionali. Riordino della disciplina legislativa dei Garanti regionali’ firmata da Sarah Bistocchi.
Si sono espressi favorevolmente i 5 commissari di maggioranza, mentre si sono espressi in maniera contraria i 3 commissari di minoranza. Nella prossima seduta, dopo l’arrivo del visto sulla proposta di legge da parte degli uffici di Palazzo Cesaroni, verrà dato il via libera definitivo all’atto, che così potrà essere portato in Aula.
La proposta di legge che intende riordinare la disciplina legislativa sui tre garanti regionali (Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità) era stata illustrata in una precedente seduta e la settimana scorsa i commissari avevano ascoltato le istruttorie tecnico normativa e tecnico finanziaria degli uffici di Palazzo Cesaroni. Oggi sono stati illustrati e, dopo una sospensione della seduta per cercare di trovare soluzioni unitarie, respinti (con 5 voti contrari della maggioranza e 3 favorevoli della minoranza) gli emendamenti presentati al testo base.
La proposta di legge nasce dalla necessità di riordinare, rendere omogeneo e semplificare il panorama normativo regionale che disciplina le figure dei Garanti regionali. Attualmente le disposizioni relative al Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, al Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e al Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità sono frammentate in diversi atti legislativi. L'obiettivo è quello di unificare in un unico testo organico tutte le norme pertinenti, garantendo maggiore chiarezza, coerenza e funzionalità.
La proposta definisce con maggiore precisione i requisiti di professionalità, la competenza e l’esperienza necessari. A tal fine si introduce il possesso della laurea, attualmente non richiesta. La durata dell'incarico è fissata in tre anni, e non più in cinque, e si prevede la rieleggibilità, attualmente non consentita. Gli organi di garanzia avranno sede presso l'Assemblea legislativa, che fornirà i locali e i mezzi strumentali. La Giunta regionale metterà a disposizione le risorse umane, che si dovranno organizzare in un ufficio unico dei Garanti regionali.
La proposta di legge uniforma il trattamento economico di tutti i Garanti, prevedendo un'indennità mensile pari al quindici per cento dell'indennità mensile lorda di carica spettante ai consiglieri regionali, oltre al trattamento di missione per le trasferte.
